Welfare aziendale 2027: perché inserirlo nel budget dell’impresa

27/10/2026 in News

Welfare aziendale 2027: perché inserirlo nel budget dell’impresa

Immagine di copertina dell'articolo di Blog sul Welfare aziendale 2027

L’ultimo trimestre dell’anno, per un imprenditore, non è mai un trimestre come gli altri.

Si chiudono conti, si valutano risultati, si preparano budget e si prendono decisioni che avranno effetti sull’anno successivo.

-Cosa ha funzionato?
-Dove abbiamo speso troppo?
-Dove dobbiamo investire di più?
-E soprattutto: che azienda vogliamo costruire nel prossimo anno?

È anche uno dei momenti migliori per parlare di welfare aziendale personalizzato.

Non solo perché ci avviciniamo alla Legge di Bilancio e quindi alle possibili novità fiscali, ma perché il welfare deve partecipare al ragionamento che un imprenditore fa quando valuta investimenti, organizzazione e capacità dell’azienda di trattenere le persone migliori.

Legge di Bilancio 2027: famiglia e welfare tornano al centro

Il Documento programmatico di bilancio per il 2027 delinea una manovra da circa 23,5 miliardi di euro.

Tra le voci più rilevanti ci sono circa 5 miliardi destinati alle politiche per la famiglia e alla spesa sociale, in un quadro in cui il Governo indica tra le priorità la tutela del potere d’acquisto delle famiglie e il sostegno alle imprese.

Il testo definitivo della Legge di Bilancio potrà ancora cambiare durante l’iter parlamentare e anche sui fringe benefit sono in discussione possibili novità.

La direzione, però, è interessante.

In una fase in cui famiglie e lavoratori continuano a confrontarsi con costi elevati e pressione sul reddito disponibile, il welfare aziendale può assumere una funzione molto concreta: aiutare l’impresa a sostenere le persone senza limitarsi al solo aumento della retribuzione monetaria. 

Cosa ci dicono oggi i numeri sul welfare aziendale?

Anche i dati sulle imprese offrono uno spunto interessante per chi sta preparando il budget del prossimo anno.

Secondo il Welfare Index PMI 2026, le aziende con un livello di welfare molto elevato registrano un fatturato per addetto di circa 396.000 euro, contro una media di 331.000 euro. Anche il margine operativo lordo e l’utile per dipendente risultano superiori.

Il Corporate Welfare Lab della Luiss Business School rileva una situazione simile: nelle piccole imprese con welfare strutturato il fatturato medio è di 6,5 milioni di euro contro 5,1 milioni, mentre nelle medie imprese il differenziale arriva quasi al 30%.

Questi risultati non si ottengono introducendo qualche benefit. 

Il dato più interessante è un altro: welfare aziendale personalizzato, solidità organizzativa e capacità di crescita tendono a convivere nelle stesse imprese e a rafforzarsi a vicenda.

Welfare aziendale e crescita dell’impresa: qual è il legame?

Un piano welfare strutturato difficilmente vive da solo.

Di solito fa parte di un’azienda che ascolta le persone, pianifica, misura ciò che funziona e investe con una visione di medio periodo.

Ed è probabilmente questo il punto più utile da portare nel Q4.

Immagine rappresentativa degli elementi da valutare nella strategia di costruzione del bilancio aziendale 

Quando prepari il budget, il welfare non è soltanto una voce di spesa da aggiungere o togliere.

È anche una scelta organizzativa: quanto vuoi investire nel rapporto con le persone che lavorano nella tua azienda?

Nel Q4 la domanda giusta non è “quanto mi costa?”

Quando si arriva alla fine dell’anno, è naturale ragionare sui costi.

Ma sul welfare forse vale la pena aggiungere qualche domanda.

  • Quanto costa perdere una persona formata?
  • Quanto pesa il turnover?
  • Quanto vale riuscire ad attrarre un candidato valido?
  • Quanto incidono sulle giornate di lavoro i problemi familiari, di assistenza o di organizzazione quotidiana dei dipendenti?
  • Quanto può valere, invece, avere persone che percepiscono l’azienda come un luogo capace di sostenerle concretamente?

Il welfare aziendale personalizzato è uno degli strumenti migliori a disposizione dell’impresa per costruire un rapporto più solido con le persone e migliorare il proprio posizionamento sul mercato.

Come il welfare aziendale sostiene il potere d’acquisto dei dipendenti

Quando il potere d’acquisto diminuisce, il welfare assume anche una funzione immediata.

Buoni pasto e fringe benefit possono sostenere alcune spese quotidiane.

Ma fermarsi a questo significa utilizzare soltanto una parte delle possibilità disponibili.

Un piano welfare può intervenire in molti aspetti della vita quotidiana: dalla salute all’assistenza, dal sostegno ai figli e all’istruzione alla cura di familiari anziani o non autosufficienti. 

Può includere anche servizi per la mobilità, la formazione, la conciliazione tra vita e lavoro e tutte quelle soluzioni pratiche che aiutano le persone a gestire meglio il proprio tempo

Ed è proprio nei momenti economicamente più complessi che la capacità dell’azienda di indirizzare bene le risorse diventa ancora più importante.

Non necessariamente spendere di più. Spendere meglio.

Un welfare “personalizzato” non significa un welfare costoso

Anche questo è un equivoco frequente.

Quando si parla di welfare “maturo” o “strutturato”, non si parla necessariamente di aziende che assegnano cifre enormi ai dipendenti.

Un welfare evoluto parte dai bisogni reali delle persone, utilizza bene il budget disponibile e offre servizi che possano essere davvero utilizzati. Deve essere comunicato con chiarezza, monitorato nel tempo e aggiornato quando cambiano le esigenze, restando sempre coerente con gli obiettivi dell’impresa.

Per questo due aziende possono investire la stessa cifra e ottenere risultati completamente diversi: è la qualità della progettazione, non il budget, a fare la differenza

Il Q4 è il momento giusto per progettare il welfare del prossimo anno

Se il welfare deve entrare nella strategia aziendale, non dovrebbe essere deciso all’ultimo momento.

Il periodo in cui si prepara il budget è l’occasione ideale per analizzare:

  • cosa è stato utilizzato dai dipendenti nell’anno appena trascorso
  • quali servizi hanno funzionato
  • quali esigenze stanno emergendo
  • quale budget destinare al welfare
  • quali obiettivi aziendali sostenere
  • quali opportunità normative potranno essere utilizzate nel nuovo anno

Significa arrivare a gennaio con un progetto già ragionato, invece di limitarsi a reagire alle novità della Legge di Bilancio!

Il welfare entra nel bilancio. Ma prima ancora entra nella strategia.

I dati mostrano che le aziende con welfare più maturo sono spesso anche aziende economicamente più solide, organizzate e capaci di crescere.

Ed è forse questa la riflessione più utile da portare nel Q4.

Quando prepari il budget del prossimo anno, il welfare non dovrebbe essere soltanto una voce da aggiungere ai costi.

Può essere una delle decisioni attraverso cui scegli come vuoi far crescere la tua azienda e che rapporto vuoi costruire con le persone che ci lavorano.

In Farwel partiamo proprio da qui: azienda, persone, obiettivi e budget.

Perché non esiste un piano welfare giusto per tutti. 

Esiste quello giusto per la tua impresa.

Stai preparando il budget per il prossimo anno?

Possiamo analizzare insieme la situazione della tua azienda e capire come trasformare il welfare da semplice benefit a parte integrante della tua strategia per il 2027.

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Ernesto De Petra

Fondatore di Farwel

Consulente specializzato nell’ambito del Welfare Aziendale ad Personam

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A presto, Ernesto