Welfare aziendale: i beneficiari sono oltre 4 milioni. Cosa cambia per le imprese

Welfare aziendale: i beneficiari sono oltre 4 milioni. Cosa cambia per le imprese?
Il welfare aziendale in Italia non è più una misura accessoria riservata alle grandi imprese. Oggi oltre 4 milioni di lavoratori beneficiano di piani di welfare aziendale pensati per sostenere le persone, integrare il reddito e aiutare le aziende ad attrarre e trattenere i collaboratori.
A confermarlo sono i dati presentati durante il primo Forum nazionale del welfare aziendale organizzato da AIWA presso il CNEL. In dieci anni, il numero dei lavoratori coinvolti è cresciuto del 699%, mentre quello dei piani welfare attivati è aumentato dell’839%.
Nel 2025 il valore complessivo dei piani gestiti ha superato i 3,2 miliardi di euro, senza considerare buoni pasto, previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa previste dai contratti.
Numeri che raccontano un cambiamento ormai evidente: il welfare aziendale è entrato stabilmente nella vita delle imprese e dei lavoratori italiani.
Ma crescere non basta. Adesso il welfare deve evolvere.
Che cos’è oggi il welfare aziendale?
Due aziende possono investire la stessa cifra nel welfare.
La prima sceglie una soluzione standard, distribuisce alcuni benefit e considera concluso il proprio compito.
La seconda parte da una domanda diversa:
Di cosa hanno realmente bisogno le persone che lavorano con noi?
È da questa domanda che cambia tutto.
Un welfare efficace non si misura dal numero di servizi presenti in una piattaforma, ma dalla loro capacità di essere utilizzati e di migliorare concretamente la vita dei dipendenti.
Per questo motivo in Farwel costruiamo progetti di welfare e servizi aziendali personalizzati, adattati alle caratteristiche della tua impresa e delle persone che ne fanno parte.
Il welfare funziona davvero solo quando entra nella vita quotidiana.
Il welfare aziendale è diventato grande. Quale sarà il prossimo passo?
A sollevare il tema è Emmanuele Massagli, presidente di AIWA, docente dell’Università LUMSA di Roma e membro esperto del CNEL.
Secondo Massagli, il welfare aziendale è ormai diventato maturo e deve decidere che cosa fare “da grande”. Dopo anni dedicati alla diffusione delle piattaforme e all’aumento dei beneficiari, è arrivato il momento di riscoprire e aggiornare i beni e i servizi con una più forte caratterizzazione sociale.
Tra le possibili evoluzioni indicate dal presidente di AIWA ci sono:
- misure per la cura degli animali domestici
- servizi per la mobilità sostenibile
- rimborso dell’affitto degli studenti fuori sede per motivi di studio
- possibilità di cedere il credito welfare a colleghi con esigenze di cura
- possibilità di destinare il credito al Terzo settore
- nuove coperture assicurative per la tutela della persona e della famiglia
È una prospettiva che guarda oltre il benefit inteso come semplice vantaggio economico.
Il welfare del futuro dovrà diventare sempre più capace di accompagnare le persone nei cambiamenti della vita, sostenendole nelle responsabilità familiari, nelle difficoltà quotidiane e nelle nuove esigenze sociali.
Ed è sorprendente constatare quanto questa visione coincida con quella che Farwel porta avanti da anni.
La visione di Farwel: il welfare parte dalla vita reale
Per Farwel il welfare non è mai stato soltanto un catalogo di benefit o un credito da spendere su una piattaforma.
È un sistema di servizi pensato per semplificare la quotidianità delle persone, restituire loro tempo e intervenire nei punti in cui lavoro, famiglia, salute e responsabilità di cura si incontrano.
Da questa visione nascono soluzioni come il Maggiordomo Aziendale, che aiuta i dipendenti a gestire commissioni e incombenze quotidiane, ma anche servizi dedicati alla salute, all’assistenza, alla famiglia e alla conciliazione tra vita privata e lavoro.
La direzione indicata dal presidente di AIWA conferma quindi un principio che guida Farwel da sempre: il welfare aziendale deve partire dalle persone, non dalla piattaforma.
Prima si ascoltano i bisogni. Poi si costruiscono i servizi.
Perché i bisogni dei lavoratori sono cambiati
Le famiglie sono cambiate e, con loro, sono cambiate anche le necessità dei lavoratori.
La cura non riguarda più soltanto i figli piccoli. Può coinvolgere genitori anziani, familiari fragili o non autosufficienti, studenti fuori sede e animali domestici, ormai considerati parte integrante della famiglia.
A queste esigenze si aggiungono il costo della vita, la difficoltà di conciliare gli impegni personali con quelli professionali, il bisogno di protezione e il valore crescente attribuito al tempo.
Per questo un piano welfare standardizzato rischia di offrire molte possibilità senza riuscire a rispondere davvero alle priorità delle persone.
Il welfare aziendale del futuro dovrà essere:
- personalizzato sulle caratteristiche della popolazione aziendale
- accessibile e semplice da utilizzare
- flessibile rispetto alle diverse fasi della vita
- orientato alla cura e alla conciliazione vita-lavoro
- capace di produrre un beneficio concreto e riconoscibile
Dal credito welfare a un piano realmente utile
Secondo i dati AIWA, il credito medio dei piani di welfare è pari a 688 euro. Ma il valore di un progetto non si misura soltanto nella cifra assegnata.
Due aziende possono investire lo stesso importo e ottenere risultati molto diversi.
La differenza è determinata dalla qualità della progettazione, dall’ascolto dei lavoratori, dalla facilità di accesso ai servizi e dalla loro effettiva utilità.
Un piano di welfare aziendale ben progettato può aiutare l’impresa a:
- sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti
- migliorare il benessere personale e familiare
- ridurre lo stress legato alle incombenze quotidiane
- favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro
- aumentare il coinvolgimento e il senso di appartenenza
- migliorare il clima aziendale
- attrarre nuovi talenti e trattenere le persone
- valorizzare concretamente la responsabilità sociale dell’impresa
Per raggiungere questi risultati non basta attivare una piattaforma. Serve un progetto costruito sulle caratteristiche dell’azienda e sulle necessità delle persone che vi lavorano.
Come si costruisce un piano di welfare aziendale efficace?
Un piano di welfare aziendale che conviene attivare parte dall’analisi della popolazione aziendale e dei suoi bisogni. Deve individuare servizi coerenti, definire modalità di accesso semplici e comunicare con chiarezza ai dipendenti tutte le opportunità disponibili.
Il processo può comprendere:
- analisi delle caratteristiche dell’azienda e dei lavoratori
- ascolto dei bisogni personali e familiari
- definizione degli obiettivi aziendali e del budget
- progettazione dei servizi
- attivazione e comunicazione del piano
- monitoraggio dell’utilizzo e del gradimento
- aggiornamento periodico delle soluzioni proposte
È proprio questo approccio a trasformare un insieme di benefit in un vero progetto di welfare.
Il welfare del futuro comincia dai bisogni di oggi
I dati presentati da AIWA dimostrano che il welfare aziendale ha superato la fase sperimentale. Ora deve compiere il passaggio più importante: trasformarsi da contenitore di benefit a infrastruttura sociale capace di accompagnare lavoratori e famiglie.
È questa la sfida del welfare “da grande”. Ed è, da anni, la direzione scelta da Farwel.
Non limitarsi a offrire qualcosa in più, ma capire che cosa può fare davvero la differenza nella giornata di una persona.
Farwel affianca le imprese nella progettazione di piani di welfare aziendale personalizzati, concreti e facili da utilizzare, costruiti a partire dai bisogni reali dei dipendenti.
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Domande frequenti sul welfare aziendale
A cosa serve il welfare aziendale?
Il welfare aziendale serve a migliorare il benessere dei dipendenti attraverso beni, servizi e prestazioni dedicati alla salute, alla famiglia, all’assistenza, all’istruzione, alla mobilità e alla conciliazione tra vita privata e lavoro.
Quali vantaggi offre alle aziende?
Un piano welfare può migliorare il clima aziendale, aumentare il coinvolgimento dei dipendenti, favorire la fidelizzazione delle persone e rendere l’impresa più attrattiva per i nuovi talenti.
Quali sono i servizi di welfare più utili?
Non esiste una risposta uguale per tutte le aziende. I servizi più utili sono quelli individuati attraverso l’ascolto dei lavoratori e possono riguardare salute, assistenza familiare, genitorialità, gestione delle incombenze quotidiane, mobilità, istruzione e tempo libero.
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Possiamo confrontarci. A volte basta analizzare come viene utilizzato per capire dove intervenire e migliorarlo.
Ti metto a disposizione la mia esperienza e il know how di Farwel per ottimizzare la tua strategia organizzative e fiscale.
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Ernesto De Petra
Fondatore di Farwel
Consulente specializzato nell’ambito del Welfare Aziendale ad Personam
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A presto, Ernesto